Come fare per


Pagamento onorari dei difensori delle parti ammesse al patrocinio a spese dello stato nei processi civili
Cos'è

Lo Stato assicura il patrocinio nel processo civile e negli affari di volontaria giurisdizione, alla persona fisica non abbiente o alle persone giuridiche nei casi previsti dalla legge, quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate (rif. DPR 30 maggio 2002 n. 115 - TU spese di giustizia).

Chi può chiederlo

Il trattamento previsto per il cittadino italiano è assicurato, altresì, allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare e all'apolide, nonché a enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica. Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a € 11.369,24. Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. Ai fini della determinazione dei limiti, si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ovvero a imposta sostitutiva. Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.
La parte ammessa rimasta soccombente non può giovarsi dell'ammissione per proporre impugnazione, salvo che per l'azione di risarcimento del danno nel processo penale. L'ammissione al patrocinio è esclusa nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.

Dove si richiede

L'istanza è presentata esclusivamente dall'interessato o dall'avvocato, ovvero inviata, a mezzo raccomandata, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui ha sede il magistrato davanti al quale pende il processo, ovvero, se il processo non pende, quello del luogo in cui ha sede il magistrato competente a conoscere del merito. Se procede la Corte di Cassazione, il consiglio dell'ordine competente è quello del luogo ove ha sede il magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato. Maggiori informazioni sul sito www.oravta.it
Chiunque, al fine di ottenere o mantenere l'ammissione al patrocinio, attesti falsamente la sussistenza o il mantenimento delle condizioni di reddito previste, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da € 309,87 ad € 1.549,37. La pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento dell'ammissione al patrocinio; la condanna importa la revoca con efficacia retroattiva e il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte dallo Stato. Le pene previste al comma 1 si applicano nei confronti di chiunque, al fine di mantenere l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, omette di formulare le comunicazioni di variazione del reddito. Se nel corso del processo sopravvengono modifiche delle condizioni reddituali rilevanti ai fini dell'ammissione al patrocinio, il magistrato che procede revoca il provvedimento di ammissione. Con decreto il magistrato revoca l'ammissione al patrocinio provvisoriamente disposta dal consiglio dell'ordine degli avvocati, se risulta l'insussistenza dei presupposti per l'ammissione ovvero se l'interessato ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave. La revoca ha effetto dal momento dell'accertamento delle modificazioni reddituali, indicato nel provvedimento del magistrato; in tutti gli altri casi ha efficacia retroattiva.

Effetti

Nel caso di accoglimento dell'istanza, lo Stato si fa carico delle spese che sarebbero a carico della parte ammessa, salvo eventuale recupero (nei confronti della parte soccombente non ammessa al patrocinio) o rivalsa (nei confronti della stessa parte ammessa) in base all'esito del processo. Lo Stato si fa carico delle spese di cui all'articolo 131 DPR 115/2002 ) . In particolare , si fa carico del contributo unificato di iscrizione a ruolo e dell'onorario del difensore della parte ammessa al beneficio. Tutte le spese vengono annotate all'interno del fascicolo processuale dal cancelliere che , in base all'esito del procedimento , si attiverà per il recupero o la rivalsa ovvero attesterà che non vi è titolo per il recupero. Nel primo caso l' Ufficio recupero crediti provvederà al recupero tramite EQUITALIAGIUSTIZIA.

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